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La mistica del merito e i suoi profeti

Una riflessione di Pier Luigi Celli

Segnalo ai lettori una lettera di Pier Luigi Celli, pubblicata sull’inserto “Affari & Finanza” de La Repubblica, sullo stesso tema cui ho dedicato alcune delle ultime rubriche su Il Riformista. Tra l’altro, Celli scrive: «Parlare di uguaglianza delle opportunità offerte, solo perché le griglie selettive sono le stesse per tutti, senza prendere in considerazione la disparità oggettiva dei punti di partenza, può spesso apparire come una astuzia di non grande portata, larvatamente ideologica, che finisce per riprodurre le condizioni che quelle disparità hanno generato.
Per parlare sensatamente di merito, che allora può diventare un valore non discriminante, non si può non porsi il problema su come intervenire per ridurre gli handicap di partenza, considerando che la questione non è solo quantitativa, legata magari a sussidi o borse di studio ( oltretutto in un periodo in cui le risorse sembrano tutt’altro che abbondanti per la scuola e per l’università ), ma molto più culturale, sociale, legata a fattori di cura e promozione individuale. Alla liberazione delle potenzialità compresse, e spesso degradate, di certe condizioni territoriali in cui sarebbe ininfluente, e un po’ ridicolo, pensare di risolvere i problemi sulla base dei risultati di un test».

A questo indirizzo trovate il testo completo:

www.repubblica.it/supplementi/af/2010/07/19/copertina/001cellik.html

Pubblicato il 19/7/2010 alle 23.37 nella rubrica diario.

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