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Su Thomas Nagel

Secular Philosophy and the Religious Temperament

Thomas Nagel appartiene a una generazione che ha cambiato la filosofia statunitense. Nel secondo dopoguerra – quando questo gruppo di studiosi si è affacciato alla vita accademica – la filosofia negli Stati Uniti era una disciplina il cui prestigio dipendeva più dal ruolo di intellettuali pubblici di alcuni suoi cultori che dalla sua capacità di proporre idee nuove e interessanti. Alcune vecchie glorie, come Dewey e Whitehead, dominavano ancora un panorama in cui le uniche novità venivano dalla logica e dalla filosofia delle scienza, grazie alla massiccia emigrazione di studiosi europei seguita alla presa del potere da parte dei nazisti in Germania. Per giovani come Thomas Nagel, John Searle, Robert Nozick, Gilbert Harman e Thomas Scanlon, e per John Rawls, leggermente più anziano di loro, il polo d’attrazione principale era Oxford, l’università in cui insegnavano buona parte degli autori più significativi attivi a quel tempo nei paesi di lingua inglese. Nel giro di poco più di un ventennio, e in parte anche con il contributo di Nagel, l’equilibrio dei poteri nel campo della filosofia è cambiato al punto che oggi sono gli studiosi britannici a recarsi periodicamente presso le università statunitensi alla ricerca di nuovi stimoli per le proprie ricerche.

 

Un ruolo centrale in questo straordinario cambiamento ha avuto John Rawls. Dalla pubblicazione di A Theory of Justice nel 1971, le università e le riviste degli Stati Uniti cominciano a esercitare una vera e propria egemonia nel campo della filosofia politica e morale, facilitata probabilmente anche dal fatto che in quel paese, molto più che in Europa, i filosofi interagiscono in modo positivo con gli sviluppi più avanzati delle scienze sociali, e in particolar modo dell’economia, che stanno diventando sempre più autorevoli nel campo del dibattito pubblico. Anche se sarebbe riduttivo considerarlo esclusivamente un filosofo della politica, è al lavoro che ha svolto a partire dagli anni settanta sulla scia di Rawls che Nagel deve buona parte della sua notorietà. In particolare i suoi lavori sulla giustizia e sull’eguaglianza sono ancora oggi tra le letture obbligate degli studenti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Oggi Nagel insegna alla New York University, dove tiene corsi sia presso la facoltà di filosofia sia presso quella di diritto. Una testimonianza della vastità dei suoi interessi si trova nell’ultima raccolta dei suoi saggi, Secular Philosophy and the Religious Temperament, appena licenziata dalla Oxford University Press. In questi saggi, pubblicati tra il 2002 e il 2008, egli si occupa di temi centrali nel dibattito contemporaneo, dal ruolo della religione nella vita pubblica fino ai fondamenti del liberalismo e alla natura della giustizia internazionale. Di questo tema, nello specifico, si occupa in un lungo saggio che è una critica serrata alla pretesa – molto diffusa – che sia possibile promuovere i diritti umani e l’eguaglianza nel contesto internazionale senza fare leva sulle istituzioni politiche. Nagel sostiene che se è vero che i doveri universali negativi possono essere rispettati senza alcun intervento istituzionale, solo astenendosi dal violarli, è impossibile soddisfare quelli positivi e adempiere alle obbligazioni che abbiamo nei confronti dei nostri simili fuori dai confini nazionali senza la mediazione di strutture che hanno il compito di agire per ottenere questi risultati.

 

Un altro nucleo tematico del libro su cui vale la pena di richiamare l’attenzione è quello cui allude il titolo del saggio da cui la raccolta prende il nome. In questo scritto, Nagel discute con finezza ciò che egli chiama il “temperamento religioso” in filosofia, mostrando che esso non è affatto incompatibile con la ricerca della verità illuminata dalla ragione. Anche un filosofo agnostico può ammettere l’importanza e il valore delle domande che tradizionalmente sono state affrontate dai teologi, riconoscendo che esse sono una sfida per il naturalismo oggi dominante in filosofia in quanto mettono di questione i confini che esso assegna al dominio della spiegazione razionale. Un punto di vista non convenzionale, che certamente farà discutere.

 

Pubblicato su Il Sole ventiquattrore il 16 maggio 2010

 

 

 Thomas Nagel, Secular Philosophy and the Religious Temperament. Eassays 2002-2008, Oxford University Press, Oxford 2010, pp. 171, $ 27.95.

Pubblicato il 16/5/2010 alle 8.50 nella rubrica Filosofia.

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