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Giavazzi sui concorsi

L'ultima proposta sui concorsi universitari l'ha fatta Francesco Giavazzi che - in un intervento dal tono un po' concitato - invoca una serie di provvedimenti di urgenza. Tra questi, la sostituzione del sorteggio all'elezione come metodo per nominare i membri delle commissioni di concorso.

 

Sembra una grande idea, ma in realtà si tratta di un metodo che è già stato provato in passato - a quanto mi dicono - senza risultati brillanti. La spiegazione risiede probabilmente nel fatto che il sorteggio si limita a garantire le pari opportunità tra i possibili commissari, ma non è in alcun modo in grado di assicurare, o anche di rendere più probabile, la selezione dei candidati migliori. Infatti, in assenza di sanzioni istituzionali adeguate per chi sceglie candidati di scarso valore ciò che accade è che il sorteggiato si trova a questo punto ad avere un bargaining power che tenta di convertire in un vantaggio personale. Nessuno gli impedisce, in un sistema accademico strutturato come quello italiano, di scegliere chi gli pare. Anche perché si rende ben conto che ha scarse possibilità di far parte nuovamente di una commissione nel breve periodo.


Personalmente rimango convinto che l'unica proposta sensata sui concorsi è abolirli, concentrando invece gli sforzi di riforma sui meccanismi istituzionali che riguardano la distribuzione delle risorse e il legame che essa deve avere con la valutazione delle università.



Qui trovate una critica di Dino Cofrancesco al pezzo di Giavazzi

Pubblicato il 3/11/2008 alle 7.30 nella rubrica diario.

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