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Staminalia


Da anni gli italiani sono al corrente delle speranze che gli scienziati hanno per l’uso terapeutico delle staminali. Purtroppo non è facile per il non specialista capire se – e come – queste cellule siano effettivamente utilizzabili, con quali costi e limiti. Tale mancanza di informazioni non si spiega con la difficoltà del tema o la scarsità della letteratura. Al contrario, di staminali in questo paese si parla tantissimo, in modo quasi ossessivo. Eppure, apparentemente senza costrutto. Ciò dipende dal fatto che la ricerca sulle staminali è diventata uno dei campi di battaglia di una lotta per l’egemonia culturale tra catastrofisti e adoratori del progresso scientifico. Dal laboratorio dove si studiano queste cellule passa infatti – secondo i primi – la strada che conduce alle menti e ai cuori di una popolazione che sta gradualmente perdendo il senso dei “valori” e si abbandona con voluttà all’abbraccio del nichilismo. Per i secondi, invece, è tra le provette che è destinato a nascere l’uomo nuovo. Finalmente libero dalle paure ancestrali, adeguatamente dotato dei pezzi di ricambio messi a disposizione da ricercatori benevoli e progressisti.


Per chi desidera capirne qualcosa senza farsi confondere da profeti di sventura e araldi del progresso c’è ora un bel libro di Armando Massarenti, uno dei più noti giornalisti culturali italiani. Con sobrietà e distacco, Massarenti presenta lo stato dell’arte e dissolve alcuni degli argomenti dei catastrofisti mostrandone l’inconsistenza. Le conclusioni cui giunge dovrebbero far riflettere chiunque: “[l’]Italia, al contrario di altri Paesi, si concentrerà solo sulle staminali adulte o somatiche, lasciando a Paesi meno scrupolosi dal punto di vista morale la ricerca sulle staminali embrionali. Mossa astutissima, comunque, perché permette di prendere miracolosamente due piccioni con una fava. Da un lato risolve tutti i problemi etici legati alla ricerca sugli embrioni sollevati da una parte della società. E dall’altro realizza, proprio grazie a una limitazione della libertà della ricerca, una strategia ampiamente competitiva nei confronti degli altri Paesi. Sono quei miracoli che solo l’Italia sa fare. Continuino pure gli altri, che si vantano di essere in grande vantaggio e all’avanguardia in questo campo, a fare ricerche inutili, oltre che immorali, sugli embrioni! Noi invece abbiamo capito che per quella via non si arriva da nessuna parte. E trarremo vantaggio dal nostro stesso ritardo. Ah, il genio italico!”.

Armando Massarenti, Staminalia. Le cellule “etiche” e i nemici della ricerca, Guanda, Parma 2008, pp. 205, Euro 14, 50.


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Pubblicato il 14/10/2008 alle 11.51 nella rubrica Libri.

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